All’udienza generale, il Pontefice spiega che la Pasqua ha cambiato la storia perché Cristo, risorgendo, ha vinto la morte e sazia le nostre domande di senso.
“In Lui noi abbiamo la sicurezza di poter trovare sempre la stella polare verso cui indirizzare la nostra vita di apparente caos, segnata da fatti che spesso ci appaiono confusi, inaccettabili, incomprensibili”
Tiziana Campisi – Città del Vaticano
Ogni uomo sperimenta “dolore, sofferenza, tristezza, intrecciate con gioia, stupore, serenità” e in qualunque “situazione” il suo “cuore” anela “la pienezza, una felicità profonda”.
“Un movimento interiore” lo spinge “verso un oltre che costantemente lo attrae”, perché “nessuna realtà contingente lo soddisfa”.
Sicché tende “all’infinito e all’eterno”, anche se fa “esperienza della morte, anticipata dalle sofferenze, dalle perdite, dai fallimenti”.
Leone XIV analizza le profondità umane all’udienza generale tenuta oggi, 5 novembre, in piazza San Pietro.
Prende la parola dopo il consueto giro tra i fedeli che sotto un cielo terso hanno riempito l’emiciclo del Bernini sin dal mattino presto.
Sulla sua jeep bianca il Pontefice si spinge a salutare i 40mila pellegrini arrivati da ogni parte del mondo fino a piazza Pio XII, benedicendo bambini e afferrando al volo diversi doni, poi si dirige al centro della piazza per raggiungere il sagrato della basilica vaticana.
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Il Papa mentre saluta i pellegrini a piazza Pio XII (@Vatican Media)
Al centro della catechesi del Papa, sul tema “La Pasqua dà speranza alla vita quotidiana”, la terza dedicata a “La Risurrezione di Cristo e le sfide del mondo attuale” nell’ambito del ciclo giubilare “Gesù Cristo nostra speranza”, Gesù risorto, che ha cambiato la storia offrendo agli uomini una nuova speranza.
In Lui noi abbiamo la sicurezza di poter trovare sempre la stella polare verso cui indirizzare la nostra vita di apparente caos, segnata da fatti che spesso ci appaiono confusi, inaccettabili, incomprensibili: il male, nelle sue molteplici sfaccettature, la sofferenza, la morte, eventi che riguardano tutti e ciascuno.
Meditando il mistero della Risurrezione, troviamo risposta alla nostra sete di significato.
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Il Papa mentre legge la sua catechesi (@Vatican Media)
La vittoria dell’amore sul peccato
Avvenimento “che non appartiene a un lontano passato, ormai sedimentato nella tradizione” e di cui la Chiesa fa memoria “ogni anno nella domenica di Pasqua e ogni giorno nella celebrazione eucaristica”, la Risurrezione di Gesù è “il cardine della vita del cristiano”, attorno al quale “ruotano tutti gli altri eventi”, spiega il Papa, e che trasforma la vita dell’uomo. Se infatti, come scriveva Santa Teresa Benedetta della Croce, al secolo Edith Stein, “l’essere umano anela sempre ad avere di nuovo in dono l’essere, per poter attingere ciò che l’attimo gli dà e al tempo stesso gli toglie” e dunque “siamo immersi nel limite” ma al contempo tendiamo “a superarlo”, la Pasqua colma questo divario.
L’annuncio pasquale è la notizia più bella, gioiosa e sconvolgente che sia mai risuonata nel corso della storia.
Essa è il “Vangelo” per eccellenza, che attesta la vittoria dell’amore sul peccato e della vita sulla morte, e per questo è l’unica in grado di saziare la domanda di senso che inquieta la nostra mente e il nostro cuore.
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Il Papa all’arrivo sul sagrato della basilica vaticana (@Vatican Media)
La Pasqua non elimina la croce, la vince
Se, come cantava San Francesco nel suo Cantico, “alla morte ‘nullu homo vivente po skampare’”, dalla mattina di Pasqua è giunta per gli uomini “cura e guarigione”.
Il mistero pasquale, perciò “alimenta la speranza di fronte alle sfide spaventose che la vita ci mette davanti ogni giorno a livello personale e planetario” afferma il Pontefice, specificando che “nella prospettiva della Pasqua, la Via Crucis si trasfigura in Via Lucis”.
Per questo c’è bisogno di “assaporare e meditare la gioia dopo il dolore, di ri-attraversare nella nuova luce tutte le tappe che hanno preceduto la Risurrezione”.
La Pasqua non elimina la croce, ma la vince nel duello prodigioso che ha cambiato la storia umana.
Anche il nostro tempo, segnato da tante croci, invoca l’alba della speranza pasquale.
La Risurrezione di Cristo non è un’idea, una teoria, ma l’Avvenimento che sta a fondamento della fede.
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Leone XIV sventola una stoffa ricamata donatagli (@Vatican Media)
Trasformare il mondo attraverso la speranza cristiana
I credenti, allora, possono essere “testimoni” di Cristo Risorto, conclude Leone, “anche dove la storia umana non vede luce all’orizzonte”.
Credere veramente nella Pasqua attraverso il cammino quotidiano significa rivoluzionare la nostra vita, essere trasformati per trasformare il mondo con la forza mite e coraggiosa della speranza cristiana.
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Il Papa mentre benedice un bambino (@Vatican Media)
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