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«Lasciarsi provocare dalla presenza di chi soffre, senza temere di abbandonare le proprie sicurezze, avventurandosi, se il Signore lo chiede, in sentieri nuovi».
È il mandato affidato da Leone XIV a circa un centinaio di partecipanti ai capitoli generali delle Religiose di Gesù-Maria e delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo (Scalabriniane) ricevute in udienza stamane, giovedì 6 novembre, nella Sala Clementina. Ecco il discorso del Papa.
Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. La pace sia con voi!
Care sorelle, buongiorno, buenos dias,
good morning e benvenute!
Saluto le Superiore presenti e faccio i miei auguri alla Madre Generale neo-eletta, mentre rivolgo un “grazie” a chi l’ha preceduta in questo servizio.
Con gioia accolgo tutte voi, in occasione dei Capitoli che state celebrando.
Appartenete a due Congregazioni nate, pur in circostanze diverse, dallo stesso amore per i poveri: verso le giovani in condizioni di disagio, da parte di Santa Claudine Thévenet e delle Religiose di Gesù-Maria; verso i migranti, da parte di San Giovanni Battista Scalabrini, della Beata Assunta Marchetti e del Venerabile don Giuseppe Marchetti, fondatori delle Suore Missionarie di San Carlo Borromeo, Scalabriniane.
I temi-guida che avete scelto per i vostri rispettivi Capitoli — «Gesù in persona si avvicinò» (Lc 24, 15) e «Dove andrai tu, andrò anch’io» (Rut 1, 16) — sono complementari nell’esprimere le dinamiche delle vostre fondazioni.
In essi infatti, sono accostate l’iniziativa di Dio e la risposta dell’uomo.
In San Luca vediamo Gesù che si affianca ai discepoli di Emmaus e cammina con loro, per portarli a riconoscerlo nello Spezzare il Pane e fare di loro degli apostoli della sua Risurrezione;
nel Libro di Rut vediamo la giovane moabita che, pur potendolo fare, non abbandona la vecchia suocera Noemi, rimasta sola, ma la segue in terra straniera, per assisterla fino alla fine.
Le circostanze dei vostri inizi non sono state facili. Pensiamo al dramma della Rivoluzione Francese per Santa Claudine e alla tragedia dell’emigrazione di massa per Monsignor Scalabrini, don Giuseppe e Madre Assunta.
Nessuno di loro, però, si è tirato indietro, né si è scoraggiato, anche di fronte alle difficoltà sorte dopo le fondazioni.
E il segreto di tanta fedeltà è da ricercare proprio nell’incontro con Gesù Risorto.
Da lì tutto è cominciato per loro e anche per voi. Da lì si comincia e da lì si riparte, quando necessario, per continuare con coraggio e tenacia a spendersi nella carità.
E se questo è vero sempre, lo è in modo del tutto speciale nel corso del Capitolo Generale, dove Gesù vi si affianca e cammina con voi per aiutarvi a rileggere, nella luce della sua Pasqua, la vostra storia.
In questi giorni, Lui sia sempre al centro: date molto spazio alla preghiera e al silenzio, nel corso di tutto l’iter dei vostri lavori.
In un Capitolo le illuminazioni più importanti si colgono “in ginocchio”, e ciò che matura nelle aule capitolari ha bisogno di essere seminato e vagliato davanti al Tabernacolo e nell’ascolto della Parola. È solo ascoltando il Signore che si impara ad ascoltarsi veramente a vicenda.
Ed è solo così che, sull’esempio di Rut, si diventa sempre più capaci di «cercare il volto di Dio nel fratello e nella sorella bisognosi» (Francesco, Angelus, 26 ottobre 2014), anzi, di vedere in loro «una promessa, una speranza, un’epifania della presenza divina, un gesto di Dio di cui l’uomo vivente è la “gloria”»
(S. Giovanni Paolo II, Omelia per la Canonizzazione di Claudine Thévenet e di Teresa de Jesús de Los Andes, 21 Marzo 1993, 4). Ciò richiede coraggio, per lasciarsi provocare dalla presenza di chi soffre, senza temere di abbandonare le proprie sicurezze, avventurandosi, se il Signore lo chiede, in sentieri nuovi. Anche questo è parte del vostro compito di Capitolari.
Vi invito, dunque, care sorelle, a vivere queste giornate in umile ascolto di Dio e in coraggiosa attenzione ai bisogni degli altri.
E, mentre vi esprimo il mio vivo ringraziamento per quanto fate in tante parti del mondo, vi prometto il ricordo nella preghiera e vi benedico di cuore. Grazie!
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