🔥 “Nessuno al Nazareno quella mattina aveva il coraggio di dirlo ad alta voce… ma tutti l’avevano capito: il lunedì era tornato — e con lui l’incubo.” 🔥
Il cielo sopra Roma era ancora grigio quando le prime luci dei monitor si accesero nei corridoi del Nazareno.
Un altro lunedì.
Un altro sondaggio.
Un altro respiro trattenuto.
E questa volta, lo sentivano nella pelle, qualcosa stava per accadere.
Qualcosa di pesante.
Qualcosa che avrebbe fatto tremare più di un polso.
Perché il lunedì, per il Pd, non è più un giorno della settimana.
È un rito.
È una condanna.
È quella voce di Mentana che arriva precisa alle 20,30 e che sembra sussurrare:
“Siete pronti? Si votasse oggi…”

E ogni volta, puntualmente, un brivido corre lungo la schiena dei dirigenti.
Ogni volta la stessa domanda.
Ogni volta la stessa paura.
Ma questo lunedì — 17 novembre — aveva un sapore diverso.
Più amaro.
Più metallico.
Quasi profetico.
🌙 E quando il Tg La7 lanciò i numeri Swg, qualcuno giura di aver sentito un silenzio irreale attraversare la sede, come un vento gelido in una stanza chiusa.
FdI sale.
Ancora.
Sempre.
Inarrestabile come una mareggiata che da tre anni nessuno riesce a fermare.
📈 31,4% — +0,1
📉 Pd 22% — -0,2
⚖️ M5S 12,8% — stabile
E nel mezzo, un’Italia che sembra non voler cambiare direzione.
Qualcuno mormora:
“Ma com’è possibile…?”
Qualcun altro sospira:
“Non può continuare così…”
Eppure continua.
Settimana dopo settimana.
Mese dopo mese.
Sondaggio dopo sondaggio.

Un copione che sembra scritto da un autore crudele, che ama ripetere sempre la stessa scena… cambiando solo l’intensità del colpo.
💥 E il colpo, stavolta, si sente forte.
Il dato più inquietante non è solo la crescita di Fratelli d’Italia.
Non è neppure il calo del Pd.
È l’insieme.
La fotografia complessiva.
Quella stabilità del governo che nessuno — né opposizioni, né analisti — riesce davvero a incrinare.
Si parla di riforme contestate.
Si parla di piazze arrabbiate.
Si parla di manovre criticate, di giustizia, di tensioni sociali.
Ma nei numeri…
nei freddi numeri…
l’onda non si muove.
Non crolla.
Non si incrina.
Anzi, sembra consolidarsi come un blocco di granito.
🔥 E mentre il Pd perde piccoli pezzi, l’opposizione scopre un’altra verità più amara: gli italiani leggono, osservano, si informano… e decidono da soli.
Qualcuno nel Nazareno, quella mattina, ha provato a scherzarci su.
Si dice che un giovane collaboratore abbia sussurrato:
“Mentana ci porta sfortuna, dovremmo spegnere la TV il lunedì.”
Risate nervose.
Risate che non nascondono nulla.
Perché tutti sapevano cosa stava arrivando.
E quando Mentana pronuncia il dato chiave — FdI avanti di nuovo, Pd giù ancora — una mano batte sul tavolo.
Un’altra scivola sulla fronte.
Una terza prende appunti freneticamente, come se scrivere potesse fermare il crollo.
💔 E la domanda che nessuno osa dire è sempre la stessa:
Cosa stiamo sbagliando?
Poi, come se non bastasse, arrivano gli altri sondaggi.
Quelli che colpiscono ancora più in profondità.
📌 Only Numbers: gli italiani favorevoli alla riforma Nordio superano i contrari di 10 punti.
📌 Piepoli: il 54% dei giovani è favorevole al Ponte sullo Stretto.
E qui, nell’ombra, nasce la vera crepa.
Perché non sono solo numeri.
Sono storie.
Sono umori.
Sono generazioni intere che scelgono una direzione diversa da quella che l’opposizione immagina per loro.
Come se ci fosse un’Italia sommersa, invisibile, silenziosa…
che prende forma solo nei sondaggi.
E che parla più chiaro di qualunque talk show.
Nel frattempo, nelle stanze del potere, qualcuno si lascia andare a teorie surreali.
C’è chi giura che ogni lunedì mattina il bar di fronte al Nazareno venda più caffè del solito “per colpa di Mentana”.
C’è chi racconta di un consigliere che, terrorizzato, consulta l’oroscopo prima dei sondaggi.
C’è chi, in totale disperazione, avrebbe proposto una “riforma del lunedì”, da spostare al martedì “per alleggerire il trauma”.
Fake news?
Forse.
O forse no.
Perché quando una sede politica vibra di tensione, tutto diventa possibile.
Tutto diventa credibile.
E lo sanno bene anche quelli di FdI, che seguono la scena da lontano, con un mezzo sorriso e una domanda che aleggia sospesa:
“Quanto durerà questa luna di miele con gli italiani?”

Perché nessun governo è eterno.
Nessun trend è immortale.
Ogni storia politica, anche la più luminosa, porta con sé un’ombra pronta ad allungarsi.
🕯 E quella ombra potrebbe arrivare quando meno te l’aspetti.
Ma il lunedì 17 novembre non è giorno per profezie di crolli futuri.
È giorno di conferme.
È giorno di numeri che pesano come pietre.
È giorno di un racconto che continua, che si evolve, che sembra scritto da una mano invisibile.
E mentre il Paese si prepara alle Regionali imminenti, qualcosa ribolle sotto la superficie.
Qualcosa che non si vede.
Qualcosa che non si riesce ancora a definire.
Una frattura?
Un cambiamento?
Una sorpresa?
Una tempesta?
👀 Nessuno può dirlo.
Quello che si sa è soltanto questo:
Il vento non cambia.
Il ritmo non cambia.
La pressione aumenta.
Ed Elly Schlein, davanti a quei numeri, sente che ogni lunedì sarà peggiore del precedente…
finché non accadrà qualcosa.
Qualcosa di inatteso.
Qualcosa che ribalterà il tavolo.
💥 Perché la politica italiana non rimane mai ferma troppo a lungo.
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E proprio quando tutti pensano di aver capito il copione…
… succede l’imprevedibile.
Ma cosa accadrà davvero nelle prossime settimane?
Quali forze si stanno muovendo dietro le quinte?
E soprattutto…
🔥 …qual è il segreto che nessuno sta dicendo ad alta voce?
La risposta sta arrivando.
E quando emergerà…
potrebbe cambiare tutto.
Ma questa… è un’altra storia.
E ciò che succede dopo… potrebbe far tremare l’Italia intera. 👀🔥