Il sipario si alza.
Ma non aspettatevi applausi. Non aspettatevi il calore rassicurante di uno show che finisce bene.
Il sipario si alza su una scenografia che conosciamo fin troppo bene, usurata da anni di repliche sempre uguali. Luci fredde, chirurgiche, spietate.
C’è un odore particolare nell’aria. Non è solo l’odore del cerone che si scioglie sotto i riflettori caldi. È l’odore acre, pungente, inconfondibile della disperazione intellettuale. ❄️
Al centro della scena c’è un uomo.
Non è un politico in cerca di voti. Non è un opinionista in cerca di like. È Massimo Cacciari.
E stasera, signori miei, Cacciari ha fatto del cinismo una forma d’arte suprema. Non è venuto per discutere. Non è venuto per partecipare al “dibattito democratico”.
È venuto per officiare un funerale. ⚰️
Tra le mani, se guardate bene, non stringe appunti o cartelline. Stringe idealmente il nostro “bisturi di vetro”. Quello strumento di precisione molecolare che non serve a curare il paziente, ma a sezionare i fallimenti con una crudeltà che rasenta il sadismo puro.
Lo studio di Lilli Gruber, solitamente tempio laico del progressismo, si trasforma in pochi istanti nel teatro di un’esecuzione sommaria.
Dove la vittima non è una singola persona. Non è Elly Schlein, non è Giuseppe Conte.
La vittima è un’intera area politica che ha smesso di capire il mondo circa vent’anni fa e non se n’è ancora accorta.
Il conflitto è servito su un piatto d’argento, ma attenzione: non è quello che vi raccontano i telegiornali della sera. Dimenticate la superficie.
Qui non parliamo di “diritti”, di “valori”, di “costituzione”. Quelle sono parole per riempire i vuoti di silenzio.
Parliamo di pura, brutale, inarrestabile occupazione dello spazio.
Da una parte abbiamo Giorgia Meloni.

Descritta da Cacciari non come il mostro dipinto dalla sinistra, ma come un giocatore di scacchi. Un Grandmaster che sta mangiando pedine, torri, alfieri e cavalli con una calma olimpica.
Mentre gli avversari?
Gli avversari stanno ancora cercando di capire se il tavolo da gioco sia in legno ecosostenibile o se i pezzi degli scacchi siano inclusivi. ♟️
È lo scontro finale tra la Realpolitik cruda, quella che profuma di asfalto e bilanci, e il narcisismo patologico di chi preferisce perdere pur di sentirsi moralmente superiore. “Abbiamo perso, ma avevamo ragione noi”.
Mentre a destra si contano i milioni del bilancio, si blindano i conti e si pianificano le prossime tre legislature…
A sinistra si contano i capelli persi per lo stress di una segreteria che sembra un circolo di lettura per depressi cronici.
Ma sapete qual è il vero problema? Il cuore nero di questa faccenda?
Che l’opposizione è finita in una trappola.
Ma non una trappola tesa dalla destra. No, sarebbe troppo facile. È una trappola che lei stessa ha costruito, bullone dopo bullone, con una precisione degna di miglior causa.
Hanno creato un linguaggio che nessuno capisce più fuori dalle ZTL. Hanno difeso castelli di sabbia che non esistono più. Hanno combattuto fantasmi del 1922 ignorando i mostri del 2024.
E ora si stupiscono.
Si stupiscono se la gente, quella che fa la spesa e paga le bollette, preferisce chi parla di pane, burro e sicurezza. 🥖👮♂️
È il trionfo della strategia sulla confusione.
La Meloni si muove come una macchina da guerra. Glaciale. Chirurgica. Senza emozioni apparenti.
Mentre i suoi avversari sembrano burattini senza fili che inciampano nei propri slogan, aggrovigliandosi in un nodo inestricabile di contraddizioni.
È una farsa, signori.
L’ultimo atto di una commedia dell’assurdo dove il protagonista ha deciso di non presentarsi alle prove e manda in scena la controfigura.
Avete mai provato quella sensazione fisica di imbarazzo?
Quella specie di prurito sotto la pelle quando vedete qualcuno che cerca di aggiustare un orologio svizzero di precisione usando un martello pneumatico?
Ecco.
Guardare Lilli Gruber che tenta disperatamente di rianimare l’opposizione, elencando nomi di leader che hanno il carisma di un frigorifero spento, fa esattamente lo stesso effetto.
Vi sentite a disagio anche voi, vero?
Cacciari non ha pietà. Il suo sguardo, dietro quella barba da profeta stanco, dice tutto.
“Io vi avevo avvertito. Ma voi eravate troppo occupati a decidere l’ordine del giorno dell’ennesima assemblea inutile”.
È un massacro intellettuale che profuma di verità proibita.
Entriamo nel vivo del contesto. Anche se chiamarlo “contesto” è un complimento generoso.
Siamo nel cuore pulsante del “Salotto Buono”. Quel luogo mitologico dove i burocrati della Commissione Europea e gli analisti di Goldman Sachs vengono visti non come contabili, ma come divinità da placare con sacrifici umani (i nostri risparmi).
Ma l’atmosfera è cambiata.
C’è una tensione elettrica nell’aria. Un ronzio di sottofondo. Sono i server che elaborano dati elettorali catastrofici in tempo reale. 📉
Lo studio di Otto e Mezzo non è più un tempio. È un bunker.
Un bunker che sta per essere espugnato dalla realtà.
Lilli Gruber, la sacerdotessa del rito, appare visibilmente scossa. Le sue domande non sono più le solite frecciate velenose. Sono grida di aiuto mascherate da giornalismo. “Ma professore, non c’è speranza?”.
A proposito di bunker…
L’altro giorno sono andato a bere un caffè in centro. Ho notato che il barista aveva cambiato marca.
Un dettaglio totalmente irrilevante, lo so. Ma quel caffè sapeva di bruciato. Amaro.
Esattamente come le speranze di chi crede che basti un post su Instagram con la musica giusta per ribaltare i sondaggi nazionali.
Il cielo era grigio. Di quel grigio milanese che ti entra nelle ossa, ti umidifica l’anima e ti fa venire voglia di vendere tutto e trasferirti ai Tropici.
Ma poi mi sono ricordato una cosa fondamentale: anche ai Tropici, probabilmente, ci sarebbe un burocrate di Bruxelles pronto a tassarti anche l’aria che respiri e la sabbia su cui cammini.
Quindi sono rimasto qui. A guardare Cacciari che distruggeva sogni in prima serata.
Parliamo di cose serie. Parliamo di SOLDI. 💰
Perché, diciamocelo chiaramente senza ipocrisie: i soldi non hanno tempo per le chiacchiere ideologiche. I soldi non hanno cuore, hanno solo direzione.
Cacciari svela che la Meloni ha capito una regola d’oro che la sinistra ignora o finge di non vedere: il Prezzo della Paura.
Ovvero: quanto costa al Paese farsi vedere deboli, divisi e instabili dagli speculatori internazionali?
Tanto. Troppo.
Mentre la sinistra gioca con le figurine dei diritti civili (importantissimi, per carità, ma non si mangiano), il governo ha blindato un bilancio da 30 miliardi di euro.
Perché?
Per far dormire sonni tranquilli ai mercati.
Hanno capito che se vuoi il Potere, quello vero, devi avere due cose: le chiavi della cassaforte e la fiducia di chi la riempie.
Questa è pura gestione della fiducia. 🤝
È come quando vostro nipote vi chiede dei soldi. Voi glieli date solo se vi mostra di saperli gestire, se non li spende in sciocchezze. Altrimenti? Altrimenti vi tenete il portafoglio in ostaggio.
Loro, il governo, hanno spostato tutto il loro capitale politico sulla Stabilità.
E hanno lasciato l’opposizione con un pugno di mosche in mano e qualche vecchio debito morale che nessuno vuole più riscuotere.
O forse no? Forse sto solo analizzando troppo?
Ma a pensarci bene, la politica italiana oggi è esattamente come una vecchia trasmissione televisiva interrotta.
Tutti guardano lo schermo nero per cinque minuti, aspettando la pubblicità, convinti che sia una pausa tecnica.
Ma intanto il tecnico è scappato con il cavo dell’antenna e la cassa.
Troppe interruzioni. Troppo rumore bianco.
Alla fine il pubblico cambia canale perché la storia non va avanti. Si stufa.
Diciamocelo chiaramente. Ho esagerato con questa metafora? Probabilmente sì. Ma la realtà è molto più grottesca di qualsiasi show.
La Meloni sta facendo Scudo Finanziario. 🛡️
Cioè si è messa al riparo dietro le preoccupazioni di chi comanda davvero (Europa, NATO, Mercati), comprando così due cose preziosissime: Tempo e Legittimità Interna.
Sta trasformando i suoi nemici giurati in alleati di convenienza.
Prendete il caso del dialogo con Emmanuel Macron.
Fino a ieri era il nemico pubblico numero uno. Il simbolo dell’elitarismo francese arrogante.
Oggi? Oggi è un partner strutturale.

Questo non è un cambiamento di opinione, cari amici ingenui. È l’equivalente politico di una presa di ostaggi amichevole.
La Meloni ha acquisito la credibilità che le mancava e, con un’abile mossa da brigante di strada convertito alla finanza, ha costretto le grandi cancellerie europee a sedersi al suo tavolo.
È un gioco di prestigio. ✨
Ha lasciato la sinistra italiana a bocca aperta, ferma al palo.
Perché loro pensavano di giocare a Dama (regole semplici, bianco e nero). Mentre la Meloni stava giocando a Monopoli con le pedine degli altri e i soldi della banca.
Il treno del potere reale sfrecciava verso Bruxelles a 300 all’ora.
E loro erano ancora lì, in stazione, a discutere se il biglietto dovesse essere cartaceo o digitale per salvare gli alberi.
Ma perché nessuno parla del fatto che l’opposizione ha smesso di essere un’alternativa per diventare un accessorio d’arredamento? Un soprammobile impolverato?
È questa la vera rivelazione nascosta in piena vista.
Cacciari lo insinua con la grazia di un lanciafiamme in una biblioteca antica. 🔥
La sinistra non sta perdendo perché la Meloni è “cattiva” o “fascista”.
Sta perdendo perché la sinistra è diventata INUTILE.
È un prodotto che il mercato elettorale non vuole più comprare. È fuori catalogo.
È come cercare di vendere macchine da scrivere meccaniche in un negozio della Apple.
Puoi anche avere la tastiera più bella del mondo, il design vintage, il fascino retrò… ma se non c’è il software, rimani un pezzo da museo.
E mentre il sipario della prima parte di questo dramma sta per calare, sentiamo il rumore dei soldi che si spostano.
Swish.
Non sono solo i milioni del bilancio dello Stato.
Sono i fondi per la Cybersecurity. Sono i contratti per le infrastrutture critiche. Sono le grandi manovre finanziarie che decidono il destino di una nazione per i prossimi trent’anni.
La Meloni siede al tavolo dei grandi. Mangia caviale e beve champagne con chi comanda davvero (anche se magari preferirebbe la carbonara).
Mentre i leader del centrosinistra sono ancora in cucina. A litigare su chi debba lavare i piatti della sconfitta. 🍽️
Il reset emotivo è d’obbligo.
Guardate la faccia di un qualsiasi parlamentare dell’opposizione quando gli chiedono “Cosa farete da grandi?”.
Vedrete un microdramma che si consuma in pochi secondi.
Il labbro che trema impercettibilmente. Lo sguardo che cerca una via d’uscita, una porta di sicurezza. La mano che stringe nervosamente lo smartphone in cerca di un sondaggio che non arriverà mai.
È la sofferenza fisica di chi ha perso il contatto con la realtà e non sa come ritrovarlo perché ha perso la mappa.
È il dramma umano di chi si rende conto, troppo tardi, che il potere non è un diritto di nascita.
È una conquista quotidiana fatta di sangue, sudore e soprattutto STRATEGIA.
Cacciari lo sa. Lo sa e ne gode.
Con quel distacco aristocratico che solo chi ha visto cadere imperi e ideologie può permettersi.
La sua analisi non è una critica. È un’epigrafe.
“Qui giace la Sinistra Italiana. Morta di noia e di astrazione”. 🪦
Ma il bello deve ancora venire.
Perché dietro questo massacro televisivo si nasconde un segreto economico che potrebbe cambiare tutto.
Un dato nascosto che riguarda i flussi di capitale è il vero motivo per cui l’Europa ha deciso di scommettere sulla donna della destra.
Siete pronti a scoprire cosa succede quando i soldi smettono di parlare e iniziano a urlare?
Torniamo a noi.
Torniamo a quel segreto che profuma di banconote appena stampate e di accordi presi nelle stanze dove l’aria condizionata è sempre troppo fredda.
Il vero motivo per cui l’Europa ci tollera (e ci sostiene) è uno solo:
Hanno capito che Giorgia Meloni è l’unico Guardiano Affidabile del nostro debito pubblico mostruoso.
Mentre l’opposizione si perde in discussioni filosofiche che sembrano scritte da un generatore automatico di tristezza…
Il Ministero dell’Economia, guidato da Giancarlo Giorgetti (l’uomo che sussurrava ai banchieri), sta giocando una partita a poker con i giganti della finanza mondiale.
Avete presente Moody’s e Standard & Poor’s?
Sono quelle agenzie di rating che, tradotto per noi che abbiamo i capelli bianchi e la memoria lunga, significa semplicemente: i professori cattivi che danno i voti alla nostra pagella economica.
E sapete cosa hanno fatto?
Hanno PROMOSSO l’Italia. 📈
Non perché siamo diventati improvvisamente un paese di geni o perché abbiamo trovato il petrolio sotto il Colosseo.
Ma perché dall’altra parte, nel campo del centrosinistra, vedono solo il Vuoto Cosmico. E il vuoto fa paura ai soldi.
I mercati finanziari sono come i gatti: non amano i rumori forti, detestano le sorprese e graffiano se li accarezzi contropelo.
Meloni, con la sua freddezza chirurgica, ha rassicurato BlackRock.
Il fondo di investimento che gestisce più soldi di quanti ne esistono nell’intero universo conosciuto. Ha promesso stabilità. “State tranquilli, qui comando io”.
È il trionfo del pragmatismo sul Nulla.
Mentre a sinistra si discute se sia più inclusivo dire “compagni” o “amici e amiche” o usare la schwa…
A destra si firmano contratti per miliardi di euro.
È un’operazione di scudo finanziario. Una protezione contro i rischi che mette al sicuro i nostri risparmi (forse), ma che condanna la democrazia a un monologo infinito.
Diciamocelo chiaramente: ho esagerato a chiamarla “strategia geniale”?
Forse è solo fortuna.
O forse, a pensarci bene, è semplicemente che quando corri da solo è difficile arrivare secondo. 🏃♀️
La sinistra italiana è come quel parente che al pranzo di Natale si lamenta di tutto. Il tacchino è secco, il vino sa di tappo, fa freddo, fa caldo… Non mangia niente.
E poi si offende a morte se non gli offri il caffè per primo.
Sono diventati dei professionisti della sconfitta. Degli artisti del “vorrei ma non posso”.
Cacciari, con quel suo tono da profeta biblico che ha appena scoperto che il mondo non finirà oggi ma domani pomeriggio (quindi c’è tempo per un aperitivo), lo ha detto chiaramente: NON C’È ALTERNATIVA.
A proposito di pranzi di Natale… mi è venuto in mente un ricordo del tutto inutile.
Vi ricordate quando negli anni ’70 si guardava Canzonissima? C’era quel clima di attesa per il sorteggio della Lotteria Italia.
Ecco. La politica di oggi mi ricorda quella vecchia TV in bianco e nero. Un po’ sfuocata. Con troppa nebbia. E un segnale che va e viene.
Ieri ho provato a rifare la ricetta dell’amatriciana di mia zia. Ma ho bruciato il guanciale. 🥓🔥
Perché? Perché mi sono incantato a guardare un dibattito sulla 7.
Un errore imperdonabile. Quasi quanto quello di chi pensa che basti un tweet indignato per abbassare lo spread.
Il guanciale era croccante. Forse troppo. Un po’ come le parole di Cacciari: amare, bruciate, ma necessarie per dare sapore a un piatto altrimenti insipido e immangiabile.
Ma torniamo ai soldi. Quelli veri.
Quelli che fanno girare il mondo e fanno venire l’ulcera ai burocrati di Bruxelles.
Parliamo del PNRR.
Sapete cos’è davvero? Al di là delle sigle?
È il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. Tradotto in linguaggio umano: una montagna di soldi che l’Europa ci presta (e in parte ci regala) a patto che smettiamo di fare pasticci.
Gestire questi miliardi è come cercare di guidare un TIR in un vicolo stretto di Napoli durante l’ora di punta. 🚚
Con la differenza che se graffi la carrozzeria, a pagare sono i nostri nipoti che non sono ancora nati.
E la Meloni ha capito una cosa: per non fare incidenti deve tenere il volante ben saldo. Ignorando le urla che arrivano dal sedile posteriore.
Dove l’opposizione litiga sulla direzione da prendere senza nemmeno avere in mano la cartina stradale.
Ma il colpo di grazia arriva da lontano. Da Francoforte.
Lì, alla Banca Centrale Europea, hanno deciso che l’epoca del “denaro gratis” è finita. Caput.
È come se avessero chiuso il rubinetto del garage dove tenevamo la benzina a buon mercato.
Adesso l’acqua costa cara. E quando i soldi scarseggiano, chi è debole crolla subito.
E chi è debole oggi?

Non è il governo Meloni, che si è barricato dietro bilanci blindati e saluti internazionali.
La debolezza è tutta confinata in quello studio televisivo dove Lilli Gruber cerca disperatamente un leader che non sia fatto di fumo e specchi.
È il Paradosso del Bilancio: più i conti tirano la cinghia, più la politica diventa una lotta darwiniana per la sopravvivenza.
E in questa giungla, la destra, vedendo il pericolo arrivare, ha imparato a diventare l’animale più forte.
Il nemico invisibile non è la Schlein. E nemmeno Conte con le sue pochette sempre perfette.
Il vero nemico è il Patto di Stabilità. 🇪🇺
Sono quelle regole scritte col sangue dai burocrati tedeschi che ci dicono quanto possiamo spendere per la sanità, per le pensioni, per il futuro.
La Meloni sta trattando con questi draghi di Bruxelles. Usando la forza di chi non ha alternative interne.
È una posizione di vantaggio psicologico enorme.
Se l’Europa affonda la Meloni, affonda l’Italia. E se affonda l’Italia, l’Euro diventa carta straccia nel giro di 24 ore.
È il ricatto della stabilità. La trappola perfetta.
Ma guardate bene le facce dei protagonisti.
Guardate il sorriso di sfida della Meloni quando entra nei vertici internazionali. Non è gioia. È la consapevolezza di chi sa di avere in mano le carte migliori, anche se il mazzo è truccato.
E poi guardate l’opposizione.
Sembrano quegli attori di teatro che hanno dimenticato la parte e improvvisano, sperando che il pubblico non se ne accorga. 🎭
Ma il pubblico se n’è accorto. Eccome.
E come gli over 60, quelli che hanno visto passare la Prima, la Seconda e la Terza Repubblica, hanno un fiuto infallibile per le fregature.
Sanno che tra un’ideologia che non dà da mangiare e una gestione fredda che tiene i conti in ordine… la scelta è obbligata.
Cacciari ha emesso la sua sentenza. E il sipario sta calando su una sinistra che non sa più a chi parlare.
Hanno perso il popolo. Hanno perso le fabbriche. Hanno perso persino i salotti.
Restano solo le telecamere. Ma quelle, si sa, si accendono solo dove c’è il Potere.
E oggi il potere ha i capelli biondi e parla un linguaggio che mescola il dialetto romano alla diplomazia internazionale.
È una farsa tragica. Un’opera buffa dove si ride per non piangere, mentre i miliardi del debito pubblico continuano a correre come un treno senza freni verso il burrone.
Diciamocelo chiaramente: ho peccato di cinismo? O forse no?
Forse il cinismo è l’unica lente corretta per guardare questo spettacolo pietoso.
Il futuro della politica italiana non si decide nelle urne. Si decide nei corridoi della BCE e negli uffici asettici delle agenzie di rating a New York.
La democrazia è diventata un accessorio di lusso che non possiamo più permetterci?
Questa è la domanda che nessuno ha il coraggio di farvi.
La Meloni è il Commissario Straordinario di un’azienda in fallimento chiamata “Italia”. E i commissari, si sa, non devono essere simpatici.
Devono solo evitare che i creditori portino via i mobili e l’argenteria.
L’opposizione, invece di proporre un piano di rilancio industriale, sta discutendo sul colore delle tende del magazzino.
È patetico. Ma è la realtà.
Il sogno europeo si è trasformato in un foglio Excel dove ogni riga è un sacrificio e ogni colonna è un debito.
In questo scenario, Massimo Cacciari non è un filosofo. È un Contabile della Verità.
Ha preso il suo bisturi di vetro e ha mostrato a tutti che sotto la pelle della politica non c’è più sangue. C’è solo inchiostro simpatico che sta svanendo.
La sinistra è un ricordo sbiadito. Una vecchia fotografia color seppia che teniamo nel cassetto per nostalgia, ma che non serve a spiegare il presente.
La chiusura è secca. Come un colpo di martello su un chiodo arrugginito.
La destra governa perché gli altri hanno smesso di esistere.
La Meloni vince perché ha capito che in un mondo di incertezza totale, l’unica moneta che vale è la Forza.
Il resto?
Il resto sono chiacchiere da bar. Rumore di fondo. Interferenze su una frequenza che nessuno ascolta più.
Il gioco è finito. Le luci si spengono. 🌑
E noi restiamo qui, al buio, a chiederci se il prossimo atto sarà una tragedia greca o solo un’altra replica stanca di questa infinita commedia del potere.
E adesso tocca a voi.
Voi che avete visto il mondo cambiare e sapete distinguere l’oro vero dal ferro vecchio arrugginito.
Cosa ne pensate di questo funerale in diretta?
La Meloni è davvero l’unica ancora di salvezza o siamo solo passati dalla padella alla brace ardente?
Scrivetelo nei commenti. Fatevi sentire.
Perché la vostra voce è l’unico rating che conta davvero, oltre i bilanci e oltre le bugie dei palazzi romani.
Se volete continuare a smascherare i segreti del potere con noi, iscrivetevi e non dimenticate la campanella. 🔔
La verità brucia. Ma è l’unico modo per restare svegli in questo sonno della ragione.
Ci vediamo al prossimo retroscena.
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