🔥 “Leone XIV rompe il silenzio: ‘Nessuno deve comandare.’” A San Pietro, le sue parole tagliano come una lama. Un messaggio d’unità… o una sfida al potere di Bergoglio? Tra le mura del Vaticano, qualcosa si sta muovendo|KF - News

🔥 “Leone XIV rompe il silenzio: ‘Nessuno deve coma...

🔥 “Leone XIV rompe il silenzio: ‘Nessuno deve comandare.’” A San Pietro, le sue parole tagliano come una lama. Un messaggio d’unità… o una sfida al potere di Bergoglio? Tra le mura del Vaticano, qualcosa si sta muovendo|KF

Leone XIV non si arrende, è paziente e costante, e con ago e filo in mano, continua a rammendare il tessuto lacerato che ha ricevuto in eredità dal suo predecessore.

 

Leone XIV rammenda gli strappi di Bergoglio, a S.Pietro il manifesto per l'unità  rivolto a destra e sinistra, «nessuno deve comandare»

 

Stamattina, a San Pietro, davanti alle diverse “equipe sinodali” portatrici delle istanze più variegate e distanti indica che la «regola suprema della Chiesa è l’amore», che nessuno «è chiamato a comandare ma tutti sono chiamati a servire», che «nessuno deve imporre le proprie idee» e tutti devono imparare ad ascoltarsi reciprocamente.

 

«Nessuno è escluso, tutti sono chiamati a partecipare, nessuno possiede la verità tutta intera, tutti dobbiamo umilmente cercarla, e cercarla insieme».

 

Papa Francesco viene citato diverse volte eppure Leone XIV pur tirando le somme sul lungo e accidentato percorso sinodale avviato quattro anni fa e che per certi versi si è rivelato una specie di vaso di Pandora, chiede a ogni componente di destra come di sinistra – per sintetizzare:

da una parte i conservatori e dall’altra gli aperturisti – di tirare il freno a mano, e avviare un percorso comune, abbandonando i personalismi, gli atteggiamenti di chiusura e di miopia.

 

Viene richiamato il Vangelo quando farisei e pubblicani «salgono tutti e due al Tempio a pregare.

 

Papa Leone aggiunge: potremmo dire che «salgono insieme o comunque si ritrovano insieme nel luogo sacro».

 

L’omelia che ha preparato arriva il giorno dopo il voto clamoroso della Chiesa italiana al documento sul percorso sinodale approvato con una maggioranza bulgara e contenente un percorso di inclusività per le persone omosessuali e le comunità Lgbt, con aperture persino sui gay pride (naturamente solo da “sostenere con la preghiera” in segno di solidarietà per cambiare soprattutto la cultura dominante che tende ancora a scartare e discriminare).

 

Đức Giáo Hoàng Leo XIV nói với các linh mục ở Pháp: Hãy yêu mến Chúa Giêsu

 

«La Chiesa, che non è una semplice istituzione religiosa né si identifica con le gerarchie e con le sue strutture.

 

La Chiesa, invece, come ci ha ricordato il Concilio Vaticano II, è il segno visibile dell’unione tra Dio e l’umanità, del suo progetto di radunarci tutti in un’unica famiglia di fratelli e sorelle e di farci diventare suo popolo:

un popolo di figli amati, tutti legati nell’unico abbraccio del suo amore» sottolinea Papa Prevost.

 

In questi cinque mesi di regno, in modo progressivo, egli sta mettendo in pratica il suo primo obiettivo che è quello di  far riprendere fiato alla Chiesa superando la polarizzazione creatasi sotto  Papa Francesco .

 

Naturalmente non è una impresa facile ma i cardinali elettori che lo hanno votato gli hanno chiesto proprio questo: «serve unità e pace».

 

In un altro passaggio dell’omelia di stamattina ha incalzato i cattolici di ambo le fazioni a deporre «il clericalismo e la vanagloria» di «allargare lo spazio ecclesiale perché diventi collegiale e accogliente» armonizzando tradizione, novità, diversità, partecipazione, «lasciando che lo Spirito trasformi, perché non diventino contrapposizioni ideologiche e polarizzazioni dannose».

 

In pratica è l’eredità di Papa Francesco riproposta in una chiave più ecumenica e meno muscolare, con la mitezza che contraddistingue il nuovo pontificato.

 

Prevost ha un sogno: «costruire una Chiesa umile».

 

Due giorni fa davanti ai Movimenti Pololari aveva fatto suo il motto di Bergoglio: «sogno anche una Chiesa povera per i poveri» .

 

Stamattina, a san Pietro, ha completato l’affresco  con pennellate di mitezza e garbo.

Related Articles

News 6 months ago

CACCIARI CALA LA SCURE SU SCHLEIN: NON URLA, NON INSULTA, MA METTE SUL TAVOLO I FATTI. LA SINISTRA RESTA A GUARDARE, SCHLEIN TACE, IL COPIONE CROLLA IN DIRETTA (KF) Non è un attacco urlato, né una provocazione da talk show. Cacciari entra nella discussione con tono freddo, quasi chirurgico, e in pochi minuti smonta l’intero impianto narrativo. Nessuna battuta, nessuna offesa: solo fatti messi sul tavolo uno dopo l’altro. La sinistra osserva in silenzio, incapace di reagire. Schlein resta immobile, le parole non arrivano. In studio cala una tensione insolita, mentre il copione preparato salta completamente. È uno di quei momenti rari in cui il dibattito si ferma e la realtà prende il controllo, lasciando tutti a chiedersi cosa resti dopo

Ci sono discussioni televisive che sembrano nate per ripetere un rituale e invece, all’improvviso, aprono…

News 6 months ago

GREMELLINI ATTACCA MELONI IN DIRETTA CON TONI MORALISTI, MA FINISCE ASFALTATO DAI FATTI: UNA RISPOSTA CALMA, DATI PRECISI E IL SILENZIO IMBARAZZATO CHE DAVANTI A TUTTI SMONTA L’ATTACCO E CAPOVOLGE IL COPIONE (KF) Gremellini attacca in diretta con toni moralisti, convinto di avere il terreno sotto controllo. Poi arriva la risposta di Meloni: calma, lineare, supportata dai fatti. Nessun colpo di teatro, solo dati. Lo studio si ferma. Le parole cadono nel vuoto. L’attacco perde forza, il copione si ribalta sotto gli occhi di tutti. In quel silenzio imbarazzato non c’è rabbia, ma qualcosa di peggio: la sensazione che una narrazione sia appena crollata. E quando restano solo i fatti, non tutti reggono lo sguardo

Ci sono serate televisive in cui sembra che la politica venga messa tra parentesi e…

News 6 months ago

“NOBEL A TRUMP?” SCHLEIN ATTACCA MELONI PER PROVOCARE, MA LA RISPOSTA RIBALTA TUTTO: UNA FRASE GELIDA FA AMMUTOLIRE L’INTERA AULA, LE MASCHERE CADONO E IL DIBATTITO PRENDE UNA DIREZIONE PERICOLOSA (KF) Schlein lancia la provocazione con una domanda studiata per accendere lo scontro. “Nobel a Trump?” Non è un attacco diretto, ma un’esca politica. Meloni ascolta, poi risponde senza alzare la voce. Una sola frase, secca, documentata. In aula cala il silenzio. Non partono applausi, non arrivano repliche immediate. Qualcuno abbassa lo sguardo, altri sfogliano fogli che improvvisamente sembrano inutili. Il dibattito cambia direzione: non più slogan, ma responsabilità, contesto, conseguenze. Quando la polemica perde la sua funzione, resta solo una domanda più grande: chi stava davvero forzando la realtà?

A Montecitorio, a volte, la temperatura politica cambia prima ancora che qualcuno pronunci la prima…

News 6 months ago

30 MILIARDI DI EURO SULL’ORLO DEL BARATRO, TOGHE IN ALLARME: NORDIO SMASCHERA UN PIANO SEGRETO, 30 MILIARDI A RISCHIO E LA MAGISTRATURA NEL PANICO. TRA DOCUMENTI, SILENZI E TENSIONI, UNA MOSSA CHE FA VACILLARE GLI EQUILIBRI DEL POTERE (KF) Trenta miliardi di euro diventano improvvisamente il centro di una tempesta politica e istituzionale. Nordio rompe il silenzio, porta documenti sul tavolo e svela un piano che nessuno voleva discutere apertamente. Le toghe reagiscono, l’aria si fa tesa, e tra dichiarazioni prudenti e nervosismi evidenti emerge una domanda scomoda: chi rischia davvero di perdere il controllo di questi fondi? Non è solo una questione di numeri, ma di potere, equilibri e responsabilità. Quando le carte parlano, il sistema trema

Ci sono giornate in cui la politica italiana sembra recitare un copione consumato, e poi…

News 6 months ago

CACCIARI SFERRA UN COLPO DIRETTO E SCHIACCIA LA SINISTRA IN DIRETTA TELEVISIVA, LASCIANDO LILLI GRUBER SENZA PAROLE PER ALCUNI RARI SECONDI. NESSUNA REPLICA, LO STUDIO CADE IN UN SILENZIO IMBARAZZANTE. UNA SITUAZIONE RARA NEL PANORAMA POLITICO ITALIANO (KF) Non è stato un attacco, ma una frattura improvvisa. Le parole di Cacciari arrivano secche, senza alzare la voce, eppure qualcosa si blocca. Lilli Gruber resta in silenzio. Non interrompe. Non replica. Per alcuni secondi, lo studio sembra sospeso. Non ci sono slogan, né invettive: solo un ragionamento che smonta una narrazione consolidata. La sinistra ascolta, ma non reagisce. Le telecamere insistono sui volti, sui gesti mancati, sulle risposte che non arrivano. In diretta, ciò che colpisce non è la forza dell’affondo, ma il vuoto che lascia dietro di sé. Nessuna contro-argomentazione, nessun tentativo di recupero. Solo un silenzio che pesa più di qualsiasi applauso. È in questi momenti che la politica mostra le sue crepe: quando le parole finiscono e restano solo gli sguardi

In televisione la politica raramente si mostra per quello che è, cioè un confronto di…