l generale libico è stato arrestato a Tripoli, il 5 novembre. È accusato di tortura di detenuti e di omicidio di uno dei prigionieri.
Ricercato dalla Corte penale internazionale, era stato fermato e poi rilasciato dalle autorità italiane lo scorso gennaio.
Roma sapeva del mandato di cattura emesso da Tripoli, hanno fatto sapere fonti del governo.

E ora l’opposizione attacca e chiede chiarimenti a Meloni
È scontro politico dopo che il generale libico Almasri è stato arrestato a Tripoli, il 5 novembre.
L’uomo è accusato di tortura di detenuti e di omicidio per la morte di uno dei prigionieri.
Ricercato dalla Corte penale internazionale, il generale libico era stato fermato e poi rilasciato dalle autorità italiane lo scorso gennaio (TUTTE LE TAPPE).
Roma sapeva del mandato di cattura emesso da Tripoli, hanno fatto sapere fonti del governo.
Ma le opposizioni attaccano e chiedono chiarimenti alla premier Meloni.
Opposizioni all’attacco

“L’esecutivo italiano era bene a conoscenza dell’esistenza di un mandato di cattura emesso dalla Procura Generale di Tripoli a carico del libico Almasri già dal 20 gennaio 2025”.
È quanto si è appreso da fonti di governo, che spiegano come “il ministero degli Esteri italiano avesse ricevuto, pressoché contestualmente con l’emissione del mandato di cattura internazionale della Procura presso la Corte Penale Internazionale dell’Aja, una richiesta di estradizione da parte dell’Autorità giudiziaria libica”.
Immediate le reazioni da parte delle opposizioni. Tutte chiedono alla Camera un’informativa urgente del governo.
“Il governo fa fare al nostro Paese una figuraccia internazionale”, attaccano Pd, M5s, Avs, Iv, Azione e Piu’ Europa.
La segretaria del Pd, Elly Schlein, sottolinea: “Il governo deve chiedere scusa agli italiani”.

Il leader del M5s, Giuseppe Conte attacca: “Che umiliazione per il governo Meloni.
Ora diranno che anche la Procura generale in Libia è un nemico dell’esecutivo?
Che vergogna per la nostra immagine. Non è questa l’Italia”.
E Nicola Fratoianni di Avs aggiunge: “Per torture e abusi ordinato l’arresto di Almasri a Tripoli.
Evidentemente sarà consegnato alla Corte penale internazionale.
Insomma quello che Nordio, Piantedosi e Mantovano hanno impedito a gennaio, violando la legge, ora accade in Libia.
Un po’ di vergogna dalle parti di Palazzo Chigi, no eh?”.
News
CACCIARI CALA LA SCURE SU SCHLEIN: NON URLA, NON INSULTA, MA METTE SUL TAVOLO I FATTI. LA SINISTRA RESTA A GUARDARE, SCHLEIN TACE, IL COPIONE CROLLA IN DIRETTA (KF) Non è un attacco urlato, né una provocazione da talk show. Cacciari entra nella discussione con tono freddo, quasi chirurgico, e in pochi minuti smonta l’intero impianto narrativo. Nessuna battuta, nessuna offesa: solo fatti messi sul tavolo uno dopo l’altro. La sinistra osserva in silenzio, incapace di reagire. Schlein resta immobile, le parole non arrivano. In studio cala una tensione insolita, mentre il copione preparato salta completamente. È uno di quei momenti rari in cui il dibattito si ferma e la realtà prende il controllo, lasciando tutti a chiedersi cosa resti dopo
Ci sono discussioni televisive che sembrano nate per ripetere un rituale e invece, all’improvviso, aprono una crepa. Non perché qualcuno alzi la voce, ma perché qualcuno decide di non accettare più le frasi comode. In una di queste conversazioni, Massimo…
SCOPPIA L’INCIDENTE IN DIRETTA TELEVISIVA: DEL DEBBIO SBOTTA, METTE BERSANI CON LE SPALLE AL MURO CON UNA SEQUENZA DI FATTI E NUMERI. POCHI MINUTI BASTANO PER FAR CROLLARE LA NARRAZIONE E LASCIARE TUTTI AMMUTOLITI|KF
Ci sono momenti televisivi in cui la regia sembra perdere il controllo, e proprio per questo il pubblico si avvicina allo schermo. Non perché ami il caos, ma perché riconosce l’attrito della realtà contro un copione troppo rodato. Il confronto…
MILIARDI DI EURO AVVOLTI NELL’OMBRA: LO SCONTRO TRA MELONI E SCHLEIN SVELA UN GRANDE SCANDALO. DECISIONI OPACHE E DATI INDIGESTI VENGONO MESSI A NUDO, LA SINISTRA RESTA COMPLETAMENTE SENZA ALIBI (KF)
Quando la politica litiga di difesa e di diplomazia, quasi sempre sta litigando anche di bilancio. Perché dietro parole come “sicurezza”, “autonomia strategica” e “responsabilità europea” ci sono capitoli di spesa, contratti pluriennali, catene industriali e scelte che impegnano risorse…
GREMELLINI ATTACCA MELONI IN DIRETTA CON TONI MORALISTI, MA FINISCE ASFALTATO DAI FATTI: UNA RISPOSTA CALMA, DATI PRECISI E IL SILENZIO IMBARAZZATO CHE DAVANTI A TUTTI SMONTA L’ATTACCO E CAPOVOLGE IL COPIONE (KF) Gremellini attacca in diretta con toni moralisti, convinto di avere il terreno sotto controllo. Poi arriva la risposta di Meloni: calma, lineare, supportata dai fatti. Nessun colpo di teatro, solo dati. Lo studio si ferma. Le parole cadono nel vuoto. L’attacco perde forza, il copione si ribalta sotto gli occhi di tutti. In quel silenzio imbarazzato non c’è rabbia, ma qualcosa di peggio: la sensazione che una narrazione sia appena crollata. E quando restano solo i fatti, non tutti reggono lo sguardo
Ci sono serate televisive in cui sembra che la politica venga messa tra parentesi e sostituita da una liturgia. Il talk show diventa una camera di compensazione emotiva, dove l’indignazione è la moneta più stabile e il “clima” conta più…
“NOBEL A TRUMP?” SCHLEIN ATTACCA MELONI PER PROVOCARE, MA LA RISPOSTA RIBALTA TUTTO: UNA FRASE GELIDA FA AMMUTOLIRE L’INTERA AULA, LE MASCHERE CADONO E IL DIBATTITO PRENDE UNA DIREZIONE PERICOLOSA (KF) Schlein lancia la provocazione con una domanda studiata per accendere lo scontro. “Nobel a Trump?” Non è un attacco diretto, ma un’esca politica. Meloni ascolta, poi risponde senza alzare la voce. Una sola frase, secca, documentata. In aula cala il silenzio. Non partono applausi, non arrivano repliche immediate. Qualcuno abbassa lo sguardo, altri sfogliano fogli che improvvisamente sembrano inutili. Il dibattito cambia direzione: non più slogan, ma responsabilità, contesto, conseguenze. Quando la polemica perde la sua funzione, resta solo una domanda più grande: chi stava davvero forzando la realtà?
A Montecitorio, a volte, la temperatura politica cambia prima ancora che qualcuno pronunci la prima parola. Non è un fatto mistico, è il modo in cui un’Aula avverte quando lo scontro non riguarda un dettaglio, ma il controllo del racconto….
RAI FINISCE NEL MIRINO DELL’ICE NEGLI STATI UNITI: FRATOIANNI ATTACCA MELONI IN DIRETTA, MA DOPO LE ACCUSE EMERGE UN SVILUPPO INASPETTATO. DOCUMENTI, TENSIONI DIPLOMATICHE E UNA DOMANDA CHE METTE PALAZZO CHIGI IN STATO DI ALLARME|KF
A Montecitorio certe giornate non si capiscono dai titoli, ma dai dettagli. Dalla tribuna stampa che si riempie prima del previsto. Dai capigruppo che si parlano a bassa voce come se la sceneggiatura fosse già scritta, ma il finale ancora…
End of content
No more pages to load