“🌙 Non è finita qui…” la mossa astuta di Conte scuote la notte politica: senza più voti ma con un colpo fulmineo ribalta il Sud, si prende Sardegna e Campania mentre il Pd resta immobile e la Schlein viene spinta all’angolo. L’azione successiva getta nel panico tutti i partiti, la Schlein cede sotto una pressione soffocante dopo quella che molti definiscono una follia di Conte… e ora, quale destino attende questa notte?

🌙 “Non è finita. Non ancora.”
La frase rimbomba in una stanza immaginaria di Montecitorio, come un sussurro che nessuno ammette di aver detto ma tutti giurano di aver sentito.

Da qui… parte tutto.

🔥 Giuseppe Conte, “Giuseppi” per gli amici e per i nemici (a seconda dei giorni), avanza come un giocatore di scacchi che finge distrazione mentre muove il pezzo decisivo.
Elly Schlein, invece, avanza come chi vuole tenersi dritta anche quando il vento soffia alle spalle.

E il vento, stavolta, non soffia per lei.

Conte ha perso voti.
Una valanga.
Proprio al Sud, dove prima camminava come un re non incoronato.
Eppure… eccolo lì, con due Regioni in tasca, Sardegna e Campania, come se il crollo fosse solo un dettaglio estetico.
Una furbata?
Una trama architettata?
O la semplice naturalezza di chi sa muoversi quando gli altri esitano?

👀 Nessuno lo dice a voce alta.
Ma tutti lo pensano.

🔥 L’INGRANAGGIO CHE GIRA, LA MOSSA CHE NON TI ASPETTI

La Sardegna poteva essere incerta.
La Campania no.
Eppure è successo.

Roberto Fico, lo “zero spaccato” dei commentatori più feroci, entra in scena come un protagonista involontario, uno di quelli che nei film non parlano molto ma rovinano una strategia solo respirando nel momento sbagliato.
Ha portato valore?
Ha tolto valore?
Ha stancato?
Chissà.

Il risultato è comunque scritto nero su bianco:
la Campania finisce nel carrello dei Cinquestelle come un acquisto dell’ultimo minuto… in un supermercato che sembrava chiudere.

E qui, proprio qui, si vede la mano di Conte.

😱 LA TATTICA DI CONTE E L’ALBAGIA DI ELLY

Conte in un anno e mezzo si è portato a casa tre candidature alle Regionali.
Tre.
Due vincenti, una perdente—ma solo formalmente, perché Tridico in Calabria ha lasciato più ferite nel PD che nel suo stesso partito.

E Schlein?
Lei concede.
O almeno, così dice.
Concede per l’alleanza, per il “campo largo”, per la pace elettorale.

Perché allora AVS resta a mani vuote?
Perché i riformisti di Renzi nemmeno vengono invitati alla tavola principale?
Perché ogni volta che Elly stringe la mano, il braccio sembra rigido, teso, come se concedere fosse una sconfitta esistenziale?

🔥 L’alterigia non si vede.
Si percepisce.
Sta nelle pause.
Sta nella freddezza.
Sta in quel modo di guardare oltre il gruppo, come se cercasse un mondo che ancora non c’è.

E soprattutto… impedisce l’autoanalisi.
Quella vera.
Quella dolorosa.

🌙 UN TERZO DELLE REGIONI: IL COLPO CHE NON TI ASPETTI

Sulle sei Regioni governate dal centrosinistra, due sono pentastellate.
Due su sei.
Un terzo.

E se guardiamo le altre quattro, la scena si complica ancora di più:

Eugenio Giani in Toscana ha vinto nonostante Schlein.
Decaro in Puglia è un nemico interno dichiarato.

È come se il Partito Democratico fosse diventato un condominio litigioso:
Hai vinto? Bene.
Ma non grazie a me.
Hai perso? Peggio.
Ma non per colpa mia.

Il risultato?
Conte si infila nelle crepe, nei silenzi, nelle mezze frasi.
E costruisce lì il suo impero intermittente.

💥 GIUSEPPI E IL SOGNO CHE NON MUORE

Conte sogna Palazzo Chigi.
Ancora.
Sempre.
Come un ex innamorato che dice di aver voltato pagina… ma controlla lo stato online dell’ex alle tre di notte.

Si smarca dalla coalizione quando serve.
Sulla patrimoniale, ad esempio, si mette di lato, serio, quasi sacrale.
Ma quando si tratta di incassare candidature:
eccolo.
Pronto.
Capace.
Silenzioso.

E intanto erode, rosicchia, consuma.
Soprattutto dentro il mondo di Schlein.

L’ultimo sondaggio è una lama:
nelle primarie di coalizione vincerebbe lui.
Nettamente.

🌙 “Chiagn e fotte,” come direbbero nella terra che oggi lo applaude.
Piange e frega.
Soffre e colpisce.
Si lamenta… e vince.

🔥 NEL DIETRO LE QUINTE SUCCEDE QUALCOSA

Qualcuno a Roma giura di aver visto Schlein camminare più in fretta del solito, come chi cerca una porta d’uscita da un labirinto che improvvisamente si è ristretto.
Qualcuno dice che Conte ha un dossier politico pronto per un’altra mossa.
Qualcuno giura che i “pontieri” del centrosinistra stanno già parlando sottobanco, cercando un accordo che non sembri un accordo.

Ma la verità…
la verità è che in questo momento l’unico che appare davvero in controllo è lui:
Giuseppi.

E l’unica che appare silenziosa, quasi troppo silenziosa, è lei:
Elly.

😨 E SE NON FOSSE ANCORA FINITA?

Perché c’è un dettaglio che nessuno sta guardando.
Uno solo.
Ma gigantesco.

Conte ha preso due Regioni mentre perdeva voti.
Immagina cosa succederebbe se ricominciasse a guadagnarli.
Se trovasse il linguaggio giusto.
Se scoprisse un nuovo volto mediatico da mettere in campo.
O se—come dicono alcuni sussurri di palazzo—stesse progettando una piattaforma politica che potrebbe spiazzare sia il PD sia il centrodestra.

🕯Un lampo.
Un brivido.
Una domanda sospesa nell’aria:

E se la vera partita non fosse ancora iniziata?

Perché qualcosa sta per muoversi.
Si sente.
Si vede.
Si respira.

E quando succederà…
beh…
qualcuno rimarrà senza fiato.

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